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IL TESORO CHE RIEMPIE DI GIOIA

  • 25 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Un saluto ed un augurio di Pace!


Cari amici,

il Vangelo di questa XVII Domenica del Tempo Ordinario ci presenta le brevi parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Due uomini, in modo diverso, incontrano qualcosa di così grande da essere disposti a lasciare tutto pur di possederlo. Il particolare decisivo è la gioia: colui che trova il tesoro vende i suoi beni «pieno di gioia». La fede cristiana non nasce anzitutto dalla paura o dal dovere, ma dall’incontro con un bene più grande, capace di dare senso a tutto il resto.


Anche la prima lettura ci parla di una scelta. Salomone, invitato da Dio a chiedere ciò che desidera, non domanda ricchezza, successo o lunga vita, ma «un cuore docile», capace di distinguere il bene dal male e di guidare con saggezza il popolo. Il vero tesoro non consiste dunque nel possedere molto, ma nel riconoscere ciò che vale davvero e nel vivere bene quanto ci è affidato. San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda inoltre che «tutto concorre al bene per quelli che amano Dio»: non perché tutto sia facile o immediatamente comprensibile, ma perché il Signore può trasformare anche le fatiche e gli imprevisti in occasioni di crescita.


Questa Parola interroga anche noi. Qual è il tesoro a cui affidiamo il cuore? In un tempo che ci spinge continuamente ad acquistare, accumulare e apparire, il Vangelo ci ricorda che non tutto ha lo stesso valore. La fede, la famiglia, le relazioni sincere, il servizio, il tempo donato, la pace della coscienza e l’appartenenza a una comunità sono beni che nessuna ricchezza può sostituire. Occorre chiedere ogni giorno, come Salomone, un cuore sapiente, capace di scegliere ciò che costruisce la vita e di lasciare ciò che la impoverisce.


Proprio oggi la nostra comunità vive una gioia particolare: rientrano i ragazzi che hanno partecipato al secondo camposcuola. Si concludono così due esperienze intense, che hanno coinvolto i nostri ragazzi delle medie, gli animatori, i catechisti, le cuoche e quanti hanno collaborato. Ringraziamo il Signore perché i campi sono andati molto bene e perché i ragazzi hanno potuto vivere giorni di amicizia, condivisione, preghiera, gioco e crescita.

Il camposcuola non è soltanto una vacanza organizzata dalla parrocchia. È un’esperienza educativa e spirituale nella quale i ragazzi imparano a stare insieme, a collaborare, a rispettare tempi e regole, a condividere responsabilità e ad accorgersi dei bisogni degli altri. Lontani per qualche giorno dalle abitudini quotidiane, possono riscoprire la bellezza dell’incontro, della natura, del dialogo e della preghiera vissuta insieme. Queste esperienze sono preziose anche per le famiglie, che affidano i propri figli alla comunità e li riaccolgono arricchiti da nuovi legami e nuove consapevolezze. Sono importanti per tutta la parrocchia, perché ci ricordano che l’educazione dei più giovani riguarda ciascuno di noi: i ragazzi sono un tesoro affidato alla nostra cura.

A loro auguriamo di non lasciare al campo ciò che hanno vissuto. Le amicizie, le riflessioni, la preghiera e gli impegni assunti possono diventare semi da custodire nella vita quotidiana. Anche noi adulti siamo chiamati ad ascoltare i loro racconti e a sostenerli, affinché l’entusiasmo di questi giorni diventi un cammino fedele e concreto.


Per molte famiglie comincia ora il tempo delle vacanze. È un tempo necessario per riposare, rallentare il ritmo, ritrovare energie e trascorrere più tempo insieme. Il riposo, nella visione cristiana, non è tempo vuoto: ci ricorda che la nostra vita non dipende soltanto da ciò che facciamo e produciamo. La vacanza, però, non deve diventare una parentesi nella vita di fede. Anche lontani da casa possiamo partecipare alla Messa domenicale, trovare un momento per la preghiera personale o familiare, leggere una pagina del Vangelo e ringraziare il Signore per la bellezza che incontriamo.


La vacanza può diventare anche un’occasione preziosa per investire tempo di qualità nella famiglia: parlare con calma, ascoltarsi, giocare insieme, condividere esperienze e dedicare attenzione a chi durante l’anno rischiamo di incontrare spesso di fretta. Non è necessario riempire ogni giornata di attività; talvolta il dono più bello è una presenza serena, gratuita e disponibile.


Auguro a tutti noi, ed in particolare ai ragazzi che rientrano dal camposcuola, alle loro famiglie e a quanti iniziano un periodo di riposo, di custodire il tesoro che il Signore pone sul loro cammino e di chiedere un cuore docile e sapiente, capace di riconoscere ciò che vale davvero.

Buona domenica a tutti!


don Michele



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