IL TESORO CHE RIEMPIE DI GIOIA
Un saluto ed un augurio di Pace!
Cari amici,
il Vangelo di questa XVII Domenica del Tempo Ordinario ci presenta le brevi parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Due uomini, in modo diverso, incontrano qualcosa di così grande da essere disposti a lasciare tutto pur di possederlo. Il particolare decisivo è la gioia: colui che trova il tesoro vende i suoi beni «pieno di gioia». La fede cristiana non nasce anzitutto dalla paura o dal dovere, ma dall’incontro con un bene più grande, capace di dare senso a tutto il resto.
Anche la prima lettura ci parla di una scelta. Salomone, invitato da Dio a chiedere ciò che desidera, non domanda ricchezza, successo o lunga vita, ma «un cuore docile», capace di distinguere il bene dal male e di guidare con saggezza il popolo. Il vero tesoro non consiste dunque nel possedere molto, ma nel riconoscere ciò che vale davvero e nel vivere bene quanto ci è affidato. San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda inoltre che «tutto concorre al bene per quelli che amano Dio»: non perché tutto sia facile o immediatamente comprensibile, ma perché il Signore può trasformare anche le fatiche e gli imprevisti in occasioni di crescita.
Questa Parola interroga anche noi. Qual è il tesoro a cui affidiamo il cuore? In un tempo che ci spinge continuamente ad acquistare, accumulare e apparire, il Vangelo ci ricorda che non tutto ha lo stesso valore. La fede, la famiglia, le relazioni sincere, il servizio, il tempo donato, la pace della coscienza e l’appartenenza a una comunità sono beni che nessuna ricchezza può sostituire. Occorre chiedere ogni giorno, come Salomone, un cuore sapiente, capace di scegliere ciò che costruisce la vita e di lasciare ciò che la impoverisce.
Proprio oggi la nostra comunità vive una gioia particolare: rientrano i ragazzi che hanno partecipato al secondo camposcuola. Si concludono così due esperienze intense, che hanno coinvolto i nostri ragazzi delle medie, gli animatori, i catechisti, le cuoche e quanti hanno collaborato. Ringraziamo il Signore perché i campi sono andati molto bene e perché i ragazzi hanno potuto vivere giorni di amicizia, condivisione, preghiera, gioco e crescita.
Il camposcuola non è soltanto una vacanza organizzata dalla parrocchia. È un’esperienza educativa e spirituale nella quale i ragazzi imparano a stare insieme, a collaborare, a rispettare tempi e regole, a condividere responsabilità e ad accorgersi dei bisogni degli altri. Lontani per qualche giorno dalle abitudini quotidiane, possono riscoprire la bellezza dell’incontro, della natura, del dialogo e della preghiera vissuta insieme. Queste esperienze sono preziose anche per le famiglie, che affidano i propri figli alla comunità e li riaccolgono arricchiti da nuovi legami e nuove consapevolezze. Sono importanti per tutta la parrocchia, perché ci ricordano che l’educazione dei più giovani riguarda ciascuno di noi: i ragazzi sono un tesoro affidato alla nostra cura.
A loro auguriamo di non lasciare al campo ciò che hanno vissuto. Le amicizie, le riflessioni, la preghiera e gli impegni assunti possono diventare semi da custodire nella vita quotidiana. Anche noi adulti siamo chiamati ad ascoltare i loro racconti e a sostenerli, affinché l’entusiasmo di questi giorni diventi un cammino fedele e concreto.
Per molte famiglie comincia ora il tempo delle vacanze. È un tempo necessario per riposare, rallentare il ritmo, ritrovare energie e trascorrere più tempo insieme. Il riposo, nella visione cristiana, non è tempo vuoto: ci ricorda che la nostra vita non dipende soltanto da ciò che facciamo e produciamo. La vacanza, però, non deve diventare una parentesi nella vita di fede. Anche lontani da casa possiamo partecipare alla Messa domenicale, trovare un momento per la preghiera personale o familiare, leggere una pagina del Vangelo e ringraziare il Signore per la bellezza che incontriamo.
La vacanza può diventare anche un’occasione preziosa per investire tempo di qualità nella famiglia: parlare con calma, ascoltarsi, giocare insieme, condividere esperienze e dedicare attenzione a chi durante l’anno rischiamo di incontrare spesso di fretta. Non è necessario riempire ogni giornata di attività; talvolta il dono più bello è una presenza serena, gratuita e disponibile.
Auguro a tutti noi, ed in particolare ai ragazzi che rientrano dal camposcuola, alle loro famiglie e a quanti iniziano un periodo di riposo, di custodire il tesoro che il Signore pone sul loro cammino e di chiedere un cuore docile e sapiente, capace di riconoscere ciò che vale davvero.
Buona domenica a tutti!
don Michele
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