CAMMINIAMO NELLA LUCE DI CRISTO
- Andrea Pani
- 18 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Un saluto ed un augurio di Pace!
Cari amici,
con l’inizio del Tempo Ordinario la Chiesa ci invita a compiere un passo importante: dopo aver contemplato il Mistero del Natale – la luce del Bambino di Betlemme, il Dio fatto vicino, il Signore che entra nella nostra storia – ora siamo chiamati a portare quella luce nella trama concreta delle nostre giornate. Non si tratta di “passare oltre” come se il Natale fosse solo un ricordo bello, ma di continuare a far risplendere quella Luce nei nostri cuori, custodendola: Dio è con noi, cammina con noi, illumina i nostri passi anche quando il cammino è ordinario, ripetitivo, faticoso. Proprio lì, nelle ore normali, nelle case, nel lavoro, negli incontri e nelle responsabilità di ogni giorno, la luce di Cristo vuole guidare i nostri pensieri e le nostre scelte. Il Tempo Ordinario è davvero il tempo della maturità cristiana: è il tempo in cui, domenica dopo domenica, e giorno dopo giorno, ascoltiamo la Parola di Dio e impariamo a lasciarci formare da Gesù. La liturgia ci conduce a contemplare la sua predicazione, il suo agire pieno di compassione, i suoi gesti di liberazione e guarigione, le sue parole che raggiungono il cuore: tutto in Lui parla della misericordia del Padre, tutto in Lui manifesta l’amore di Dio per ciascuno. L’impegno più vero per noi cristiani è proprio questo: conoscere Gesù, diventare interiormente “familiari” con Lui, crescere in un’amicizia spirituale autentica, fino a diventare capaci di testimoniarlo con la vita. Non possiamo annunciare un Cristo che non frequentiamo; non possiamo custodire la luce se non rimaniamo vicini alla sua sorgente. Per questo il Tempo Ordinario è un dono: ci educa lentamente, con pazienza, a diventare discepoli veri.
La Parola di Dio di questa domenica ci offre un messaggio chiaro e luminoso. Nel brano di Isaia (Is 49,3.5-6) emerge la vocazione del Servo del Signore: un inviato scelto per portare la salvezza non solo a Israele, ma fino ai confini della terra. È una pagina che allarga il respiro della fede: Dio non è il Dio di un gruppo chiuso, ma il Dio che cerca tutti, che desidera raggiungere ogni cuore e ogni popolo. È un invito anche per noi: la fede non è un privilegio da conservare gelosamente, ma una luce da condividere. Il Signore ci vuole strumenti, piccoli ma reali, della sua presenza. Il Salmo 39 ci fa rispondere con un atteggiamento fondamentale: la disponibilità del cuore. “Ecco, io vengo… per fare la tua volontà”. È la preghiera del credente che non si limita a parole o gesti esteriori, ma sceglie di dire al Signore: eccomi. La volontà di Dio non è una catena che ci lega: è il sentiero della vita vera. Nella Prima lettera ai Corinzi (1 Cor 1,1-3) san Paolo saluta la comunità ricordando ciò che la rende davvero viva: essere “santificati in Cristo Gesù” e chiamati alla comunione con Lui. È un richiamo prezioso: la Chiesa non è fatta anzitutto di attività o di organizzazione, ma di persone che si lasciano trasformare da Cristo. E ciò che sostiene tutto è il dono che Paolo ripete con insistenza: grazia e pace. Sono i segni che Dio opera quando un cuore si apre. Infine, il Vangelo di Giovanni (Gv 1,29-34) ci consegna una delle parole più alte e decisive: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo”. Giovanni Battista indica Gesù e ci aiuta a comprenderne l’identità profonda: Gesù è colui che viene a liberarci dal male, a spezzare il peccato, a portare riconciliazione.
In questi giorni sono riprese pienamente anche le attività della nostra parrocchia: è bello vedere come il Signore continua a santificare la comunità in molteplici modi, che diventano occasione di incontro e condivisone, fraternità e disponibilità. Desidero poi annunciare un appuntamento molto significativo: martedì 20 gennaio alle ore 11.00 ospiteremo nella nostra chiesa la celebrazione in onore di San Sebastiano, patrono della Polizia Municipale, con la partecipazione degli uomini e delle donne impegnate nel servizio cittadino. Tutta la comunità è invitata: sarà un momento di festa e di preghiera, ma anche un’occasione per esprimere gratitudine verso chi, con impegno, professionalità e dedizione, serve quotidianamente la città e contribuisce al bene comune. Siamo particolarmente felici di ospitare questa celebrazione: è un segno bello di vicinanza e collaborazione, nel rispetto dei ruoli, per costruire una comunità più umana e solidale.
Segnalo inoltre che sabato 24 gennaio alle ore 16.00 celebreremo la Santa Messa in suffragio del carissimo don Antonio Pilloni, nel trigesimo del suo passaggio da questa vita alla vita in Dio. Sarà un momento di preghiera profonda, di memoria grata e di affetto fraterno: affidiamo al Signore la sua anima e chiediamo consolazione per quanti lo hanno conosciuto e amato.
Vorrei concludere con un augurio che nasce dal Vangelo: impariamo anche noi a riconoscere Gesù e a indicarlo con la vita, come fece il Battista. Che ciascuno di noi possa dire con la vita, in semplicità e verità, “Ecco l’Agnello di Dio”; e che questa testimonianza non sia una formalità, ma diventi il senso del nostro vivere.
Buona domenica a tutti, e buon cammino nella luce del Signore.
don Michele
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