NEL CUORE DELL'ESTATE

Il 15 Agosto si celebra la solennità dell’Assunzione della B.V. Maria in cielo. La Costituzione apostolica di Pio XII, Munificentissimus Deus, stabiliva come dogma di fede la glorificazione di Maria con l’assunzione al cielo in anima e corpo. Non conosciamo la modalità concreta con cui si è conclusa l’esperienza terrena di Maria: non ha provato la morte e ha raggiunto l’eternità di Dio con tutta sé stessa, nell’integrità della sua anima e del suo corpo. La tradizione che è giunta fino a noi, in modo particolare in Sardegna, ci presenta Maria che dormiente viene portata dagli angeli in cielo. Nel mio paese d’origine, Villaspeciosa, la statua dell’Assunta, peraltro da secoli patrona della Parrocchia, riproduce Maria in piedi, sollevata dagli angeli verso il cielo. Questo “stare in piedi” è la posizione che più di tutte si avvicina a Maria, non tanto e non solo nella sua esteriorità, quanto soprattutto nella sua vita di fede. Come nella sua vita terrena, così nel suo passaggio al cielo: in piedi e in cammino. Lo stesso brano evangelico della festa ci racconta di Maria che, accolto l’annuncio dell’angelo e la sconcertante proposta di far crescere in lei Dio stesso che si è fatto uomo, “si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città della Giudea”. L’incontro con Dio non lascia Maria ripiegata su sé stessa, avvinghiata nelle sue paure e nel suo turbamento: suscita forza, energia per iniziare un cammino e porta in lei la consapevolezza della novità che avvolge chi fa spazio al Signore nella propria vita. Il verbo “si alzò” è un verbo che profuma di resurrezione, perché lo stesso verbo utilizzato per raccontare la vittoria di Gesù sulla morte. Si alzò, è il verbo di chi ha fede, di chi è pronto a spendere la propria vita per percorrere, con il dono Dio, le strade polverose e tortuose della nostra storia di uomini; è il verbo di una fede non appiattita, non abitudinaria, non stanca e ripiegata nell’intimismo delle sole preghiere; una fede non scontata, non banale ma dinamica, fatta di concreta vigilanza, di desiderio di mettersi in gioco con Dio e di disponibilità alla concretezza del servizio. Nell’Assunzione certamente guardiamo in cielo, laddove è custodita la promessa della nostra dimora con Dio; ma lo guardiamo non disincantati, non pigri, non rassegnati: in piedi, da risorti, chiamati come Maria a percorrere il viaggio della vita non abbandonati a noi stessi, ma con il dono di Dio con noi. Che veramente nel cammino della nostra vita, tutto di noi sia rivolto a Dio, sia sotto lo sguardo di Dio, in un cammino che con Maria ci conduce a poter vedere Dio, così come egli è!






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33-2021
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