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LA PAZIENZA DI SEMINARE

Vorrei condividere, dalle righe del nostro settimanale, la ricchezza dei giorni di camposcuola vissuti a Cuglieri con i ragazzi. Giorni faticosi, intensi e pieni non solo per me ma anche per la squadra di catechisti e animatori dell’oratorio che hanno guidato con generosità, competenza e gioia il percorso umano, educativo, spirituale e comunitario dell’esperienza. Un camposcuola non può essere etichettato solo come esperienza di divertimento: è molto di più perché racchiude per alcuni giorni la convivenza, 24 ore su 24, di storie e sensibilità diverse che si incontrano e camminano insieme. I ragazzi che partecipano al camposcuola, rientrano a casa “diversi”, si intravede in loro qualcosa di nuovo e sicuramente che un pezzo di strada importante nella crescita è stato compiuto. Crescita umana (come dividere la stanza e gli spazi vitali con altre persone), spirituale (i momenti di preghiera tra le cascate, le riflessioni e le testimonianze sulla fede), di gruppo (sentirsi parte di una storia e coinvolgersi nell’amicizia, nei giochi, nella fatica del cammino) e anche nel servizio (“per la prima volta ho lavato i piatti…”). Esperienza divertente, certo, ma capace di dare riferimenti importanti per la vita e la fede; decisiva per trovare punti di riferimento nell’esplorazione della crescita e tra loro gli animatori, nuovi amici, testimoni di fede di una famiglia più grande come la parrocchia; necessaria per conoscersi a fondo e per far spazio all’incontro con gli altri. Quante scoperte si fanno in un camposcuola! Gioia ed emozione inaspettate, percepire la bellezza di camminare in mezzo alla natura, l’estasi per la notte trascorsa ad ammirare le stelle, scoprire che è bello collaborare. Non sono mancati i ragazzi un po' più diffidenti e anche chi si è misurato con il disagio di stare per la prima volta lontano dai genitori per diversi giorni.

Con gratitudine sento di voler affidare ognuno dei ragazzi che ha partecipato ai campiscuola a quella “stella” che hanno scelto di seguire nella limpida notte di Cuglieri; sento di mettere nelle mani di Dio il prezioso servizio di catechisti e gli animatori dell’oratorio che hanno tenuto vivo ogni momento delle due esperienze con i ragazzi a Funtana s’ozzu; sento con commozione di ringraziare Maria, Monda e Maria Bonaria, le cuoche, perché molto dell’attrattiva di un campo dipende dal profumo d’amore e di serenità che esce dalla cucina; sento di ringraziare anche i genitori dei ragazzi, tante volte un pochino comprensibilmente apprensivi, ma sinceri nella fiducia che hanno riposto nella nostra comunità per il percorso dei loro figli. Dal 22 al 26 luglio, con gli animatori e i giovanissimi dell’oratorio, ci sposteremo a Laconi, nell’Oasi francescana, per un importante step di spiritualità, condivisione e formazione: per continuare, pazientemente e gioiosamente a seminare!







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30-2023
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