VITA DI COMUNITÀ!

Aprendo l’agenda delle prossime settimane, sono davvero tanti gli appuntamenti che vedono la nostra parrocchia chiamata a raccogliersi e ad esprimersi, in diversi ambiti, come comunità di fede e di fraternità. Vado in ordine cronologico: anzitutto la conclusione del mese mariano di Maggio, caratterizzato dalla preghiera del Rosario in diverse piazze del quartiere, con la Messa e la processione che, partendo dalla Casa di accoglienza dei bambini oncologici ASTAFOS di via Dessy Deliperi, si snoderà per alcune strade verso la chiesa parrocchiale. Il simulacro della Madonna di Fatima sarà accolto tra i bambini e le famiglie che affrontano il delicato e faticoso percorso terapeutico: porterà speranza, pace e la certezza che tutti siamo guardati con amore da Maria. Il 2 giugno, invece, sarà una bella giornata “fuori parrocchia”: per i fans di “Padre Pio” che si recheranno a Is Molas per l’annuale appuntamento di formazione e preghiera per i Gruppi di preghiera del santo di Pietrelcina. “Fuori parrocchia” anche per 25 adolescenti e giovani che a Villasimius si ritroveranno con altri 7oo coetanei della diocesi nell’incontro che precede le attività estive dell’oratorio! La mattina del 2 giugno, perciò, fuori dalla chiesa due pullman porteranno un po' della nostra parrocchia in giro per il sud Sardegna. Attenti a non sbagliare pullman!!!

Sabato 4 giugno, per Pentecoste, accogliamo nella nostra chiesa parrocchiale la veglia diocesana dei giovani, presieduta dall’arcivescovo, mons. Giuseppe Baturi: una bella occasione per vivere nella fede il dono dello Spirito. In questi giorni, poi, Marja, Andriana, Nazar, Dimitrov e Halina, gli amici ucraini accolti in casa parrocchiale, mi hanno comunicato che, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute di una loro nonna rimasta in Ucraina, hanno scelto di ritornare a casa per poterle stare vicino. Anche la nostalgia dei mariti e papà, degli amici e della loro casa, ha fatto la sua parte. La situazione di guerra non si è attenuata, anche se a Leopoli, la loro città, la vita sembra tornata alla normalità, nonostante i ripetuti e quotidiani allarmi delle sirene che richiamano le persone nei rifugi. Ho sempre augurato loro di tornare presto in Ucraina perché questo avrebbe significato la fine della guerra: ancora non è così ma promettiamo di perseverare nella preghiera perché il Signore acceleri, o meglio faccia partire, una volta buona, il processo della pace. Nella foto li vediamo impegnati in un’attività di gioco organizzata dal Seminario Regionale con tutti gli ucraini accolti a Cagliari. Ho già dato disponibilità alla Caritas diocesana per continuare l’accoglienza nella nostra parrocchia di altre famiglie ucraine fuggite dalla guerra. La generosità della parrocchia, nel sostegno concreto a questo progetto di accoglienza, è stata, come sempre, importante e oltre le attese: ha permesso, in questi 3 mesi, di far sentire “a casa” Marja e la sua famiglia. Continuiamo ad esserci, concretamente, perché altre famiglie si sentano consolate, accolte e sostenute nella tragedia della guerra.






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22-2022
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