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UNA VISITA STRAORDINARIA

Con don Antonio, accompagnati dai ministri straordinari della Comunione, abbiamo deciso di dedicare in questo tempo d’avvento verso il Natale un’attenzione speciale ai malati e agli anziani del nostro quartiere, celebrando la Messa nelle loro case.  Un tour importantissimo perché si tratta di farci ancor più vicini di quanto lo siamo, con coloro che, impossibilitati ad uscire da casa, attendono settimanalmente o mensilmente il dono della Comunione. Gesù che entra nella loro casa! In tanti hanno accolto l’invito mentre qualche altro, per motivi di organizzazione e di tempi, non ha dato la sua disponibilità.

Si tratta di un bellissimo ed intenso momento di fede e di comunione con chi sta in casa, chi si prende cura dei sofferenti e anche con i vicini di casa che vengono invitati a condividere la preziosa e straordinaria visita.

Noto la differenza di quando periodicamente visito i malati e gli anziani, soffermandomi per qualche piccolo dialogo e per la confessione e la solennità ed importanza che invece assume il dono di celebrare la Messa nelle stanze della vita quotidiana, in quel tavolo, con quella tovaglia bianca mai usata perché troppo preziosa ma soprattutto tra le sofferenze e le preoccupazioni di quella lotta del corpo e dello spirito che si chiama malattia o tarda età. Non è più la stessa l’anima, la casa, la famiglia, la stessa sofferenza che accoglie Cristo, che fa spazio alla consolazione del Signore.

Quanta tristezza quando, magari in occasione dei funerali, i parenti alla mia domanda se hanno pensato a chiamare il sacerdote per i sacramenti nella sofferenza, rispondono: “Non volevamo spaventarlo!” Oppure, forse peggio ancora: “Non ci abbiamo pensato!” li invito sempre a guardare al volto di Cristo presente nelle icone della nostra chiesa e soprattutto il crocefisso: “Può farti paura un volto così? È davvero inquietante per l’anima affidarsi a chi sulla croce ha dato la sua vita per te?”

Anche Andrea, prossimo diacono, con Giancarlo, vanno tutti i venerdì tra i malati e gli ospiti della RSA di Su Planu: nella liturgia della Parola e passando tra le corsie della struttura, con gli educatori ed infermieri, fanno arrivare l’incontro con il Signore che conosce il mistero di ognuno anche se l’età impedisce di comunicare, di esserci sinceramente e di muoversi come si vorrebbe.

Anche nel silenzio di malattie degenerative e di situazioni cliniche estreme, il Signore, questa è la fede, fa la sua parte sempre, proprio dove l’uomo non riesce ad arrivare.

Anche così il Signore ci fa preparare al suo Natale!







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