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PRIME COMUNIONI

Tra gli appuntamenti più attesi ed importanti nella vita di una comunità parrocchia, quello delle Prime Comunioni si ritaglia un posto speciale e da favorito!È ciò che abbiamo celebrato proprio domenica 14 maggio con 15 ragazzi della nostra parrocchia e le loro famiglie. Un gruppo di catechesi che, nel 2020, appena costituitosi, sé dato un nome “Giovanni Battista” e che appena muoveva i suoi primi passi è incappato nella pandemia e nell’ormai noto altalenarsi di chiusure, aperture e contagi. Su tantissime esperienze importanti, relative alla fede e alla vita di gruppo, siamo stati costretti a mettere la croce e davvero tanto, soprattutto a questi ragazzi, è mancato in termini di socializzazione e condivisione è mancato. Ma c’è stato il “di più” di amore e di dedizione delle catechiste (Angela, Betty e Manuela) che ha permesso al gruppo e a ciascuno ragazzi di non mollare e di sperimentare il significato dell’amicizia con Gesù, anche a distanza. Poi, da diversi mesi, la gioia dell’incontrarsi e di “toccare con mano” la bellezza e la novità della fede vissuta insieme. La celebrazione di domenica scorsa, inoltre, è stata caratterizzata dall’emozionante dono della rosa ad ogni mamma dei ragazzi di prima comunione: un gesto non scontato, inaspettato e capace di far aprire il cuore alla commozione e allo stupore. Ho detto ai ragazzi, durante l’omelia di domenica, che partecipare al dono dell’Eucarestia e quindi, immersi nel dono dell’amore di Dio, entrare in piena comunione con Lui, chiede di saper donare alle persone di tutti i giorni la gioia e la novità dell’incontro con Gesù. In definitiva l’Eucarestia ci spinge a mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni, le parole del Vangelo che possono cambiare cuori, situazioni, persone e circostanze. Il cristiano è colui che, forte della promessa di Gesù “Io sono con voi sempre!”, diventa artefice di pace, attualizza la pagina del perdono, sa portare speranza e fiducia, riconosce nei volti sofferenti la presenza del Maestro che invita alla misericordia, ha a cuore la fraternità a partire dalle persone di tutti i giorni. Un bambino, ad un incontro dedicato con chi aveva celebrato la prima comunione, ha chiesto a Papa Benedetto:


A cosa serve andare alla Santa Messa e ricevere la Comunione per la vita di tutti i giorni?

La sua risposta, valida anche per giovani e adulti, accende uno sguardo nuovo sulla nostra esistenza e su come la celebrazione dell’Eucarestia sia davvero decisiva per la vita di ogni cristiano:


Serve per trovare il centro della vita. Se Dio resta assente nella mia vita, se Gesù è assente dalla mia vita, mi manca una guida, mi manca una amicizia essenziale, mi manca anche una gioia che è importante per la vita. La forza anche di crescere come uomo, di superare i miei vizi e di maturare umanamente. È Lui che ci dà la luce, ci offre la guida per la nostra vita, una guida della quale abbiamo bisogno.






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