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PASQUA: IL SIGNORE È DAVVERO RISORTO!

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Un saluto ed un augurio di Pace!

Cari amici,

A tutta la nostra comunità parrocchiale, e a ciascuna delle nostre famiglie, desidero rivolgere con affetto gli auguri più sinceri di una santa e serena Pasqua. Li formuliamo dopo aver vissuto giorni di straordinaria intensità spirituale: il Santo Triduo appena celebrato ci ha condotti al cuore della nostra fede, facendoci sostare davanti al mistero dell’amore di Dio che, in Cristo, si dona fino alla fine. Abbiamo contemplato il Signore nell’Ultima Cena, lo abbiamo seguito nel dolore della Passione, lo abbiamo adorato nella sua croce, e ora lo celebriamo vivo e risorto, vincitore del peccato e della morte. La Pasqua non è semplicemente il ricordo di un evento del passato: è la notizia sempre nuova che il Signore ha aperto per noi una strada di vita, di speranza e di rinascita.


Le letture della Risurrezione del Signore ci aiutano a entrare nel significato profondo della Pasqua. Negli Atti degli Apostoli, Pietro proclama con semplicità e forza che Gesù è passato facendo il bene, è stato messo a morte, ma Dio lo ha risuscitato, costituendolo giudice dei vivi e dei morti. È il primo annuncio cristiano: una testimonianza concreta. Cristo è risorto davvero. San Paolo, poi, nella lettera ai Colossesi, ci invita a cercare le cose di lassù: non per fuggire dalla terra, ma per abitare questa vita con uno sguardo nuovo, pasquale, libero dalla rassegnazione e aperto all’eternità. Infine, il Vangelo ci porta al sepolcro vuoto, insieme a Maria di Magdala e ai discepoli. Giovanni entra, vede e crede. È un verbo decisivo: vedere e credere. La Pasqua nasce proprio qui, quando il cuore si apre a riconoscere che Dio ha agito, che l’amore è più forte della morte, che il sepolcro non è l’ultima parola sulla vita dell’uomo.


Questo è anche il messaggio che la Chiesa consegna a noi oggi. Pasqua ci dice che non siamo condannati a restare chiusi nelle nostre paure, nelle nostre ferite, nei nostri peccati, nelle nostre delusioni. Il Risorto ci precede e ci viene incontro. Egli entra nelle nostre case e nei nostri cuori portando il dono della pace. Per questo la Pasqua è la festa della speranza fondata sulla vittoria di Cristo. Anche quando attraversiamo prove, fatiche, smarrimenti personali o familiari, la luce della Risurrezione ci ricorda che Dio continua a operare, continua a rialzare, continua ad aprire orizzonti nuovi là dove noi vediamo soltanto pietre chiuse e porte sbarrate.


In questi giorni, inoltre, la Chiesa ci fa vivere la gioia pasquale non soltanto in una giornata, ma in un tempo disteso e solenne: l’Ottava di Pasqua. Sono otto giorni vissuti come un unico grande giorno di festa, che ci condurranno fino alla prossima domenica, la II Domenica di Pasqua, che conclude l’Ottava e gode della stessa solennità del giorno di Pasqua. L’antico nome “in Albis” richiama la veste bianca che i neofiti deponevano dopo averla indossata nel Battesimo ricevuto nella notte pasquale: è un riferimento bellissimo, che ci ricorda come tutta la Pasqua sia profondamente segnata dal mistero della vita nuova ricevuta in Cristo.


Dentro questo clima pasquale celebriamo anche la Novena della Divina Misericordia, come preparazione spirituale alla Domenica della Divina Misericordia. La Chiesa collega, infatti, in modo molto stretto questa devozione alla II Domenica di Pasqua: san Giovanni Paolo II dispose che la seconda domenica di Pasqua fosse denominata anche “della Divina Misericordia”: infatti, il Cristo pasquale è l’incarnazione definitiva della misericordia del Padre. Nel Risorto contempliamo l’amore di Dio che perdona, rialza, consola e ridona fiducia. Per questo la Novena della Divina Misericordia può essere per tutti noi un’occasione preziosa: la misericordia di Dio ci ricorda che nessuna vita è perduta, nessuna storia è chiusa, nessuna caduta è definitiva se viene affidata al Signore.


Desidero anche esprimere un sincero e riconoscente grazie a tutti coloro che si sono adoperati per la preparazione della chiesa e delle celebrazioni liturgiche in questa intensa Settimana Santa. Penso a chi ha curato gli spazi liturgici, gli addobbi, i fiori, i paramenti, i canti, le letture, il servizio all’altare, l’accoglienza, l’ordine, la pulizia, i tanti dettagli visibili e invisibili che hanno reso possibile una preghiera bella, raccolta e dignitosa. Il loro è stato spesso un servizio silenzioso, nascosto, umile; proprio per questo ancora più evangelico. Con la dedizione di tanti, la nostra comunità ha potuto pregare meglio, entrare più profondamente nel mistero celebrato e vivere questi giorni santi con maggiore intensità. A tutti va la gratitudine della comunità intera.


Condividiamo poi con grande gioia un altro segno pasquale che il Signore ci dona: nel prossimo fine settimana, ancora dentro l’Ottava di Pasqua, celebreremo cinque battesimi. È una notizia che riempie il cuore di letizia. Accogliere questi bambini e accompagnare le loro famiglie significa vedere con i nostri occhi che la Chiesa continua a generare alla fede e che il Signore continua a benedire la nostra comunità con il dono della vita.


Mentre ci scambiamo gli auguri pasquali, chiediamo allora che il Signore risorto entri davvero nelle nostre case, rinnovi i nostri affetti, renda più salda la fede, più viva la speranza e più concreta la carità. Porti pace a chi è nella prova, consolazione a chi soffre, luce a chi è smarrito, coraggio a chi è stanco. E faccia della nostra comunità una comunità sempre più pasquale: capace di fede, di fraternità, di servizio e di misericordia. A tutti, alle famiglie, agli anziani, ai bambini, ai giovani, agli ammalati, a chi è solo e a chi porta nel cuore una particolare preoccupazione, giungano i miei più affettuosi auguri: buona, santa e benedetta Pasqua nel Signore risorto!


don Michele



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