NELLA LUCE DEL RISORTO, LA PACE DELLA MISERICORDIA
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Un saluto ed un augurio di Pace!
Cari amici,
Rinnovo con gioia a tutta la comunità i miei più sinceri auguri di buona Pasqua, in questo ultimo giorno dell’Ottava pasquale, che la liturgia ci fa vivere come un unico grande giorno di festa attorno al mistero della Risurrezione del Signore. In questi giorni santi abbiamo contemplato la vittoria di Cristo sulla morte e abbiamo accolto ancora una volta l’annuncio che sta al centro della nostra fede: Gesù è vivo. Il Signore risorto non appartiene soltanto al passato, ma continua ad essere presente in mezzo al suo popolo, accompagna il nostro cammino e rinnova la vita della Chiesa con la forza del suo Spirito.
La II Domenica di Pasqua porta con sé una caratteristica tutta particolare: è infatti la Domenica della Divina Misericordia. San Giovanni Paolo II la istituì per tutta la Chiesa, accogliendo il messaggio affidato da Gesù a santa Faustina Kowalska. In questa festa contempliamo una delle verità più consolanti della fede cristiana: Dio non si stanca mai dell’uomo, non si arrende davanti al suo peccato, non chiude il cuore a chi si allontana, ma continua a venirci incontro con amore fedele e paziente. La misericordia divina è il volto dell’amore di Dio che perdona, rialza, guarisce e apre sempre una strada nuova.
Il Vangelo di questa domenica (Gv 20,19-31) ci presenta i discepoli chiusi nel cenacolo, impauriti e smarriti. Hanno vissuto i giorni della passione, hanno visto morire il Maestro, portano nel cuore il dolore, la delusione, forse anche il senso di colpa. Quelle porte chiuse non sono soltanto una notizia del racconto evangelico: rappresentano bene anche le nostre chiusure interiori, le nostre paure, le nostre fatiche, le ferite che a volte ci rendono più prudenti, più stanchi, meno capaci di sperare. Ed è proprio lì che accade il fatto decisivo: Gesù viene e sta in mezzo a loro. È un’immagine bellissima della Pasqua. Il Risorto non aspetta che i discepoli siano forti, sereni o già pronti a credere; entra invece nelle loro chiusure, attraversa la loro paura, si fa presente nel luogo della loro fragilità. E la prima parola che rivolge è: “Pace a voi”. Non è soltanto un saluto, ma il dono pasquale per eccellenza. È la pace che nasce dalla vittoria sul peccato e sulla morte, la pace che nessuna paura umana può costruire da sé, la pace che solo Cristo può donare.
Gesù mostra poi le mani e il fianco: il Risorto è il Crocifisso. Le ferite restano, ma non sono più segno di sconfitta; sono ormai il segno glorioso di un amore che ha vinto. Qui comprendiamo davvero la forza e la luce della Risurrezione. Il Signore non cancella magicamente le prove della vita, ma le attraversa con noi e le trasfigura. La sua luce entra nelle nostre oscurità, la sua presenza ridona respiro ai cuori affaticati, la sua misericordia ci rimette in piedi quando ci sentiamo bloccati o delusi. La Risurrezione non allontana la croce dalla storia, ma la illumina con un significato nuovo: l’amore di Dio è più forte del male.
Anche Tommaso, con il suo dubbio, ci è vicino. Egli fatica a credere, vuole vedere, vuole toccare. In fondo, anche noi tante volte assomigliamo a lui: vorremmo segni più evidenti, certezze più immediate, risposte più chiare. Ma Gesù torna anche per Tommaso. Non lo esclude dal gruppo, non lo umilia, non lo rimprovera con durezza: gli si fa incontro. Questa è ancora misericordia. Il Signore conosce il cammino lento della nostra fede e sa attendere i nostri tempi. Così il dubbio di Tommaso si apre finalmente alla fede e diventa confessione piena: “Mio Signore e mio Dio!”. È una delle espressioni più alte di tutto il Vangelo, e nasce proprio dall’incontro personale con il Risorto.
Anche le altre letture richiamano la forza della Pasqua. Negli Atti degli Apostoli la comunità cristiana appare trasformata dalla presenza del Signore: una comunità raccolta, credibile, capace di testimonianza e di speranza. Nell’Apocalisse risuona la parola consolante del Cristo vivente: “Non temere!”. È il messaggio che raggiunge anche noi: non temere, perché il Signore è vivo; non temere, perché la morte non ha l’ultima parola; non temere, perché la misericordia di Dio è più grande di ogni nostra povertà.
Con gratitudine ringraziamo il Signore anche per il dono dei battesimi celebrati in questo fine settimana. Nei giorni luminosi dell’Ottava di Pasqua essi sono un segno particolarmente bello della vita nuova che il Risorto continua a donare alla sua Chiesa. Affidiamo al Signore questi bambini e le loro famiglie, perché possano crescere nella fede e sperimentare la gioia di appartenere a Cristo.
A partire da metà della prossima settimana inizieranno anche le benedizioni delle famiglie, secondo un calendario che verrà pubblicato di settimana in settimana. Sarà una bella occasione per portare nelle case la preghiera della Chiesa e invocare su ogni famiglia la presenza, la protezione e la pace del Signore risorto.
Su tutti invochiamo ancora la luce, la gioia e la pace del Signore Risorto. La sua misericordia rinnovi i nostri cuori, custodisca le nostre famiglie e accompagni il cammino della nostra comunità.
Buona domenica della Divina Misericordia a tutti.
don Michele
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