LA VIGNA PORTI FRUTTO
«Il regno di Dio sarà dato a un popolo che ne produca i frutti» (Mt 21,43).
Un saluto ed un augurio di Pace!
Cari amici,
la Parola di questa XXVII domenica del Tempo Ordinario ci conduce ancora nella vigna. Dopo i due figli della scorsa settimana, Gesù racconta dei contadini ai quali un proprietario l’ha affidata con ogni cura. Quando giunge il tempo del raccolto, essi si comportano come se la vigna fosse loro: respingono i servi e arrivano a uccidere il figlio, pur di trattenere per sé i frutti. È una parabola severa, rivolta anzitutto ai capi del Popolo di allora, ma interpella uomini e donne di ogni tempo, anche noi: ciò che riceviamo dal Signore non è un possesso da difendere, è un dono da custodire e far fruttificare.
Il Padre continua a cercare il frutto della sua vigna e manda infine il Figlio. Gesù, rifiutato e ucciso, diventa la pietra d’angolo di una storia nuova. Il suo amore non viene sconfitto dal nostro rifiuto. Per questo la domanda non è soltanto che cosa facciamo nella vigna, ma a chi appartiene il nostro lavoro e quali frutti produce. Possiamo organizzare molte attività e pronunciare parole belle; la fedeltà si riconosce quando lasciamo che la Parola ascoltata diventi giustizia, accoglienza e servizio concreto. E questo può succedere quando scopriamo che l’amore del Signore è sempre fedele e accogliente, nonostante le nostre infedeltà.
Isaia descrive la stessa vigna: Dio l’ha preparata con amore, ma al posto della giustizia trova violenza e il grido degli oppressi. Il salmo ci insegna a chiedergli di tornare a visitarla e di farci ritornare a lui. San Paolo indica una strada quotidiana: coltivare ciò che è vero, giusto e buono e mettere in pratica ciò che abbiamo ricevuto. Così il Dio della pace sarà con noi.
Oggi cominciamo l’anno catechistico e pastorale. Nella Messa delle ore 9:30, presieduta da don Leonardo Piras, sacerdote novello, e concelebrata da padre Azist, viceparroco, e da me, affideremo il mandato ai catechisti e agli educatori. Invito le famiglie, i bambini, i ragazzi e tutta la comunità a partecipare, e a fermarsi poi per la festa: ringraziamo il Signore per il nuovo inizio, per don Leonardo e per il dono del nostro nuovo viceparroco.
La vigna affidata alla nostra comunità prende forma nei volti e nelle relazioni. La catechesi che riparte, i gruppi di preghiera, il laboratorio teatrale e il percorso per le coppie, l’impegno della Caritas e dei gruppi liturgici, il servizio del gruppo Staff e del coro (e tante altre iniziative e servizi) sono occasioni per crescere insieme, se restano aperti all’ascolto del Signore e delle persone. Martedì 6, alle ore 17:00, incontrerò i gruppi di preghiera; alle ore 18:00 presenteremo il laboratorio teatrale. Mercoledì 7, alle ore 20:00, sarà presentata la proposta del gruppo coppie, un cammino di spiritualità coniugale in condivisione.
In ottobre, mese mariano e missionario, preghiamo il Rosario missionario ogni settimana: lunedì 5 lo vivremo in forma meditata; martedì 6 riprenderà il santo rosario animato dal gruppo mariano; e, sempre martedì, dopo la Messa, inizieremo un nuovo appuntamento di preghiera: un’ora di adorazione guidata sulla Parola di Dio della domenica successiva. Preghiera e impegno non sono due strade separate: chiediamo che il Signore renda più attenti i nostri occhi e più disponibili le nostre mani.
Sabato 10 ottobre alle ore 16:30 celebreremo la Messa dei bambini e dei ragazzi; seguiranno i gruppi di catechismo in oratorio. È ancora possibile iscriversi al catechismo rivolgendosi a me.
Sempre nel fine settimana del 10 e 11 ottobre la Caritas promuove una raccolta di alimenti a lunga conservazione per le famiglie del nostro quartiere che vivono un momento di difficoltà. Possiamo portare in chiesa pasta, riso, olio, legumi, pelati, tonno, zucchero e biscotti. È un modo semplice e concreto di condividere il frutto di ciò che abbiamo ricevuto.
La settimana scorsa abbiamo accolto con gioia le suore somasche nel rinnovo dei loro voti e abbiamo dato il benvenuto a padre Azist. Ora trasformiamo l’accoglienza in collaborazione stabile. Nessuno da solo può portare tutti i frutti che il Signore attende; ciascuno può offrire tempo, capacità e attenzione, perché la nostra parrocchia sia davvero una casa per tutti.
Affidiamo al Signore l’anno che comincia: ci renda custodi riconoscenti della sua vigna e ci aiuti a portare frutti di giustizia e di pace.
Buona domenica!
don Michele
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