LA LIBERTÀ DI SCEGLIERE IL BENE!
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Un saluto ed un augurio di Pace!
Cari amici,
il Vangelo di questa domenica ci consegna una parola che va al cuore: Gesù non cerca una fede di apparenza, fatta del “minimo indispensabile morale” e di formalità, ma desidera per noi una vita vera, unificata, capace di scegliere il bene dall’interno. È un invito esigente, sì, ma liberante: perché il Signore non vuole appesantirci, vuole guarirci alla radice, là dove nascono pensieri, parole e scelte. Le letture preparano questo annuncio evangelico con poche, essenziali luci. Il Siracide (Sir 15,16-21) ci ricorda che Dio ci ha creati liberi e responsabili: pone davanti a noi la vita e la morte, il bene e il male, e ci prende sul serio. Il Salmo 118 canta la gioia di chi cammina nella Parola del Signore: non una gabbia, ma una strada buona che orienta la libertà. E Paolo, in 1Cor 2,6-10, allarga l’orizzonte: la vita cristiana non è solo sforzo morale, ma sapienza dello Spirito, dono di Dio che ci apre gli occhi su ciò che davvero conta.
Nella lettura evangelica Gesù dice: “Non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento” (Mt 5,17-37). Con il termine “compimento” si intende che la Legge non va soltanto rispettata “da fuori”, ma va vissuta “da dentro”. Per questo il Signore scende nelle profondità del cuore: non si limita a dire “non uccidere”, ma ci chiede di disinnescare l’ira, l’offesa, il disprezzo, la lingua e le parole malevole che feriscono e dividono; non si limita a dire “non commettere adulterio”, ma ci chiede di custodire lo sguardo, il desiderio, la dignità dell’altro; non si limita a chiedere parole corrette, ma parole vere, affidabili e sincere: un “sì” che sia sì, un “no” che sia no. È come se Gesù ci dicesse: la santità non è apparenza esterna ma scelta che nasce da una profonda adesione interiore; non è solo ciò che fai, ma ciò che diventi.
Questa domenica dunque si presenta come un’ottima preparazione: mercoledì infatti inizieremo la Quaresima, tempo favorevole, tempo “di grazia”, che la Chiesa ci dona ogni anno per tornare all’essenziale. Non è un periodo triste né una semplice stagione di rinunce: è un cammino di guarigione e di libertà, una scuola del cuore. In queste settimane il Signore ci invita a rimettere ordine dentro di noi, a lasciar cadere ciò che appesantisce, a scegliere con decisione ciò che dà vita. La Quaresima, in fondo, è questo: lasciarci riconciliare con Dio, con noi stessi e con i fratelli, per arrivare alla Pasqua con un cuore più vero.
La tradizione cristiana ci propone tre vie concrete, tre pilastri semplici e potentissimi: digiuno, preghiera e carità. Tre pilastri che saranno anche i temi delle catechesi quaresimali che vivremo in questo tempo.
Il digiuno non è una prestazione, né una dieta “religiosa”: è un gesto che educa la libertà. Ci aiuta a dire: non tutto ciò che posso mi fa bene. Digiunare significa fare spazio, ritrovare sobrietà, spezzare automatismi, mettere ordine nei consumi, nelle parole, nei tempi, perfino nelle dipendenze piccole o grandi. È un modo per ricordarci che il cuore ha fame di più del pane: ha fame di Dio, di senso, di amore vero. La preghiera è il respiro della Quaresima. È tornare a guardare il Signore, a stare con Lui, a lasciarci illuminare dalla sua Parola. Pregare non è “aggiungere cose da fare”, ma scegliere ogni giorno un tempo per rientrare in noi stessi e incontrare Dio: nella Messa, nell’adorazione, nel silenzio, nel Vangelo letto con calma, nel rosario, in una breve visita in chiesa. La preghiera rimette Dio al centro e ci restituisce uno sguardo nuovo sulla vita. La carità, infine, è la prova che la conversione è reale. Non basta sentirsi “più spirituali”: il Vangelo vuole diventare gesto, prossimità, cura. La carità quaresimale ci spinge a guardare chi ci è accanto con più attenzione: chi è solo, chi è fragile, chi è povero, chi ha bisogno di ascolto, chi attende una parola buona. A volte la carità è anche perdono, riconciliazione, ricucire relazioni spezzate, smettere di giudicare, offrire un aiuto concreto e discreto. È il modo più evangelico di prepararci alla Pasqua: perché la Pasqua è l’amore che si dona.
Se questi tre pilastri camminano insieme, la Quaresima diventa davvero un tempo di rinascita: meno rumore e più interiorità, meno ego e più amore, meno superficie e più verità. E allora comprendiamo che tutto è orientato a un unico punto: arrivare alla Pasqua un po’ più somiglianti a Cristo.
Ricordo che il programma completo della Quaresima è pronto ed è disponibile online e in bacheca.
Questa settimana, in particolare: Mercoledì delle Ceneri con tre celebrazioni delle ceneri (7.30; 18.00; 20.00) e confessioni al mattino e al pomeriggio; venerdì la prima Via Crucis alle 18.30.
Con questo spirito, salutiamoci augurandoci a vicenda un cammino benedetto: buon tempo di Quaresima a tutti, e buona domenica, nella gioia del Signore.
don Michele
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