FOLLIA PER FOLLIA

Una delle pagine meno conosciute della storia contemporanea, nella dolorosissima vicenda della Guerra in Bosnia Erzegovina, è rappresentata dalla Carovana della pace che, nei primi giorni del mese di Dicembre del 1992 entrò nella città di Sarajevo distrutta dal conflitto e sotto tiro dei cecchini. A quella marcia di uomini e donne disarmati e senza scorta dell’ONU, partecipava tra gli altri don Tonino Bello che pronunciò un discorso nel cinema "Prvi Maj" ricordando i motivi dell'iniziativa:


Quest'esperienza è stata una specie di Onu rovesciata. Qui non è arrivata l'Onu dei potenti, ma l'Onu della base, dei poveri. L'Onu dei potenti può entrare a Sarajevo fino alle 16. L'Onu dei poveri si può permettere di entrare anche dopo le 19. Io penso che queste forme di utopia dobbiamo promuoverle, altrimenti le nostre comunità che cosa sono? Sono soltanto le notaie dello status quo e non le sentinelle profetiche che annunciano cieli nuovi e terra nuova. Io penso che noi dobbiamo puntare tutto su questo.

L'eco dell'iniziativa, che aveva comunque interrotto l'assedio alla città dopo 250 giorni, dimostrando la possibilità di intervenire anche pacificamente per risolvere il conflitto, faticò però a superare i confini della stampa nazionale.


La guerra è una follia Papa Francesco

Faccio ricorso a questa “folle” iniziativa perché di fronte alla “follia” della guerra ci vuole un di più di coraggio e, appunto, di “follia” per la pace. Sì, perché nel frattempo che pachidermici negoziati tra le parti giocano al rimando, la gente muore, scappa, perde tutto! La diplomazia è al lavoro per creare canali, per incunearsi nei risicati spiragli di umanità che ogni cuore di uomo porta con sé: ma il tempo passa, le città sono distrutte, i corridoi umanitari disattesi. Si muove velocemente e senza sosta solo la follia di chi con coraggio e umanità presta soccorso ai profughi, organizza ai confini accoglienza e qualcosa di caldo, macina chilometri per portare medicinali e cibo, per accompagnare al sicuro donne, anziani e bambini, rischiando tutto il rischiabile possibile. Nella preghiera di questo tempo chiediamo un po' di follia, anche per noi: quella che tenta tutto il possibile per la pace, che sorprende perché non ragiona con la logica della prepotenza e della minaccia, che spalanca case, cuori e apre varchi e strade di speranza nell’ottusa superbia che purtroppo serpeggia anche nelle nostre quotidiane vicende. Prendo in prestito una proposta folle, ma appunto disarmante, fatta qualche giorno fa da un’attrice ucraina, Anna Safroncik:


Papa Francesco, con la sola presenza a Kiev lei può costringere Putin a fermare le bombe ed aprire finalmente un vero dialogo. Papa Francesco la mia città in questi mesi si tingeva di bianco e di rosa per la fioritura, ora è dilaniata dalle esplosioni. Ed è lì, ad aspettarla.

E se con Papa Francesco ci fossero tutti coloro che faticosamente stanno provando a sbrogliare la matassa di questa tragedia, la follia riuscirebbe ancora meglio!






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11-2022
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