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ENTRIAMO CON GESU NELLA SETTIMANA SANTA

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Un saluto ed un augurio di Pace!


Cari amici,


con la Domenica delle Palme entriamo nella Settimana Santa, il cuore dell’anno liturgico, i giorni più santi e più intensi della nostra fede. Non si tratta soltanto di ricordare gli ultimi momenti della vita di Gesù, ma di accompagnarlo da vicino, lasciandoci coinvolgere dal mistero del suo amore che si dona fino alla fine.


La liturgia di questi giorni ci fa percorrere un cammino spirituale che va dall’ingresso di Gesù in Gerusalemme fino alla luce della Pasqua. È un itinerario che tocca anche la nostra vita. Nella folla che acclama Gesù con i rami di ulivo riconosciamo il desiderio sincero di seguirlo; ma nella passione riconosciamo anche la fragilità del cuore umano, capace di entusiasmo e insieme di tradimento, di generosità e di paura, di vicinanza e di fuga.


La Settimana Santa ci invita anzitutto a entrare con verità nel cuore del Vangelo. Gesù non fugge davanti alla sofferenza, non si sottrae al dono di sé, non indietreggia di fronte alla croce. Egli entra liberamente in Gerusalemme, sapendo bene che lì compirà la sua offerta per la salvezza del mondo. In questo vediamo la misura dell’amore di Dio: un amore fedele, concreto, misericordioso, che non si ferma davanti al dolore pur di raggiungere ciascuno di noi.


Nel Giovedì Santo contempliamo l’amore umile del Signore, che si fa servo e lava i piedi ai suoi discepoli. È il gesto di un Dio che non domina, ma si abbassa; non pretende, ma si dona. Nello stesso tempo, Gesù dona il sacerdozio e ci lascia l’Eucaristia, presenza viva e permanente del suo amore, nutrimento per il nostro cammino, forza nelle nostre debolezze, consolazione nelle nostre fatiche. In quel pane spezzato comprendiamo che il Signore continua a restare con noi e per noi.


Nel Venerdì Santo la Chiesa si raccoglie in silenzio davanti alla croce. Lì contempliamo il mistero di un amore che prende su di sé il peccato del mondo, che perdona, che soffre, che offre tutto. La croce di Cristo illumina anche le nostre croci: le ferite interiori, le preoccupazioni, le prove, le sofferenze delle famiglie, le fatiche della comunità, i pesi che ciascuno porta nel segreto del cuore. Uniti a Gesù, anche il dolore e la fatica possono diventare luogo di affidamento, di purificazione e di speranza.


Il Sabato Santo, poi, ci educa al silenzio e all’attesa. È il giorno in cui tutto sembra fermo, ma proprio nel silenzio Dio prepara la vita nuova. Anche noi, tante volte, conosciamo momenti di buio, di stanchezza, di incertezza, di preghiera arida. Il Sabato Santo ci insegna a rimanere, a fidarci, a sperare anche quando non vediamo ancora la luce.


Infine la Pasqua ci annuncia che la morte non ha l’ultima parola. Cristo risorto apre una strada nuova, ridona speranza, rinnova il cuore, ricostruisce la comunione, rialza chi è caduto, consola chi piange, dona pace a chi è smarrito. La Pasqua non cancella la croce, ma la trasforma in passaggio alla vita.


Per questo la Settimana Santa è una grazia grande per tutti noi. È il tempo favorevole per fermarci, pregare di più, partecipare con fede alle celebrazioni, ritrovare l’essenziale, consegnare al Signore ciò che portiamo nel cuore. È il tempo per lasciarci amare, perdonare e rinnovare. Non restiamo spettatori di questi santi misteri: entriamoci con animo umile e disponibile, perché il Signore possa compiere in noi la sua opera. Tra gli avvisi troviamo tutte le indicazioni sugli orari delle celebrazioni e sulla possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione: in particolare lunedì, martedì e mercoledì santo vivremo le Quarantore: una ulteriore preziosa occasione per prepararci al Triduo Santo.


Accompagnati da Maria, nostra patrona, che ha seguito il Figlio fino alla croce e ha custodito nella fede l’attesa della risurrezione, viviamo questi giorni con raccoglimento, gratitudine e speranza.

A tutti l’augurio di una buona Settimana Santa.


Buona domenica,


don Michele



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