CI RIGUARDA, DA VICINO!

In contemporanea all’escalation di crudeltà con cui si è giunti al 235 giorno di guerra in Ucraina, si moltiplicano gli appelli di Papa Francesco perché finalmente in quella martoriata terra si riaffacci la pace:


L’andamento della guerra in Ucraina è diventato talmente grave, devastante e minaccioso, da suscitare grande preoccupazione. È angosciante che il mondo stia imparando la geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Irpin, Mariupol, Izium, Zaporizhzhia e altre località, che sono diventate luoghi di sofferenze e paure indescrivibili. E che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo. Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? Angelus, 2 ottobre 2022

Lascio, allora, che a parlare siano le voci di chi è dovuto scappare dall’Ucraina e ha trovato tra noi, nella nostra parrocchia, un semplice rifugio, un briciolo di speranza tra tanta preoccupazione e angoscia.


Mi chiamo Anna e sono ucraina. Da quasi 7 mesi vivo in questa bellissima città di Cagliari con i miei figli, Mia e Polina, non per mia volontà ma perché sono stati costretti a fuggire dal loro paese natale. Ultimamente, ho programmato un viaggio a casa, perché ci mancano molto le nostre vite passate e non vediamo l'ora di tornare. Il mio paese è stato oggetto di terrore da parte del paese terrorista. Dal 10 ottobre a oggi, la mia famiglia ha vissuto un déjà vu, da quel 24 febbraio: la Russia ha lanciato nuovamente attacchi missilistici su quasi tutte le principali città, inclusa la mia città di Kiev. L'obiettivo è lo sterminio della popolazione civile, che colpisce i campi da gioco, l'istituto, il centro uffici... Di nuovo mia madre con il suo cane, sorella con suo figlio, amici con i loro figli seduti in rifugi freddi, ancora non c'è luce e acqua negli appartamenti, ancora lacrime, panico, confusione. Mio marito, mio ​​fratello, il fratello di mio marito sono nell'esercito e questo riattacco incontrollato ha messo ancora più a rischio la loro vita. Ho molta paura per i miei parenti, prego per la loro sicurezza e la fine di questo orrore il prima possibile! Ma capisco che c'è ancora una guerra in corso nel mio paese e non ho il diritto di mettere in pericolo i miei figli! Ecco perché credo, prego, aspetto!


La foto scelta è quella del 15° compleanno di Polina, qualche giorno fa: la guerra è anche questo! La famiglia di Anna e quella di Irina l’altra mamma con i suoi figli, Violetta e Makar, ospitati nella casa parrocchiale, sanno che potranno restare qui, al sicuro per tutto il tempo che servirà loro. Continuiamo a farci vicini a loro: con l’affetto, semplicemente facendoci carico delle loro esigenze attraverso la nostra Caritas parrocchiale, pregando incessantemente perché si metta la parola fine a questa assurda pagina del nostro tempo!







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